Il neurologo prof. Renzo Bassi risponde alle vostre domande
(21 - 25; 6 - 16 luglio 2007).
25 - Il 16 luglio 2007 A.T. ha chiesto:
"Ho la mano destra che da 6 anni mi trema . Non riesco a tenere niente in mano e non scrivo bene, per ben 3 volte camminavo e andavo verso dx e non riuscivo a fermarmi. Un anno fà mi sono decisa di andare da una neurologa che mi ha fatto fare alcuni esercizi e mi ha diagnosticato il parkinson mi ha data una pasticca cabaser da 1mg. Sto un pò meglio lei mi ha detto se la pasticca mi fa stare meglio allora è parkinson per lei è giusto che basti solo questo. La prego se mi più rispondere. Grazie a presto."
  "Salve, dalla sua lettera non risulta chiara la domanda che vuole pormi.
Mi pare che i passi che ha fatto per curare la malattia siano corretti: la visita neurologica è essenziale e la terapia con Cabaser è giustificata.
Adesso si tratta di avere costanza con i controlli dal neurologo che devono esser abbastanza frequenti (anche ogni due mesi), aver la costanza di assumere la terapia consigliata ; assieme alla terapia non dimentichi gli altri consigli che le avranno dato sulla attività fisica da svolgere, gli esercizi da fare quotidianamente, i consigli per l'alimentazione e magari tenere i contatti con i gruppi di pazienti che soffrono dello stesso disturbo. Cordiali saluti."
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24 - Il 12 luglio 2007 S.V. ha chiesto:
"Vorrei sapere quanto dura l'effetto del levodopa. Io sono 4 anni che la prendo (sinemet125mg insieme ai antagonisti prim a requip poi cbaser ora mirapexin 3 volte il giorno 1,5 1,5 conpresse). Mi scriva per sapere. Grazie."
  "Salve, la levodopa ha un picco plasmatico raggiunto in una-due ore e una emivita di 1-3 ore. Solo 1-3% della dose penetra nel sistema nervoso ove è efficace.
In pratica abbiamo bisogno di assumere molte volte al giorno tale terapia oppure possiamo usare dei prodotti che cedono lentamente la levodopa (formulazioni ritardo).
L'efficacia della levodopa è massima nei primi anni di terapia, dopo 6-7 anni tende a perdere la propria efficacia. Cordiali saluti ed auguri.
..... il dosaggio massimo giornaliero di levodopa cui si può arrivare è di più di 1000 mg a seconda dello stadio di malattia e degli effetti collaterali e delle varie preparazioni (associazioni) di farmaco. Con l'avanzare della malattia di regola si aumenta la dose di farmaco, ma si possono avere più effetti collaterali.
L'effetto collaterale più comune che si manifesta a dosaggi elevati di farmaco è rappresentato dalla comparsa di discinesie, cioè movimenti involontari dei muscoli. Queste possono riguardare alcune parti corporee (una mano, un braccio) o essere generalizzate in tutto il corpo. Non sono dolorose e pertanto risulta abbastanza difficile scoprirne l'esistenza quando sono ad un livello minimale. I movimenti involontari compaiono di solito nel momento di massima efficacia della dose di levodopa, momento in cui è più elevata la sua concentrazione plasmatica (discinesie di picco dose).
Dosi elevate di levodopa potrebbero causare dannose alterazioni
metaboliche. Occorre, quindi, che le dosi di farmaco somministrate siano equilibrate. Se il malato assume farmaci in una quantità maggiore di quello che può tollerare potrebbe, infatti, riscontrare disturbi nel sonno, incubi e perfino allucinazioni. Il paziente, in questi casi, ne deve subito parlare con il proprio specialista.
La ginnastica, l'attività fisica ( anche la bicicletta) e la dieta adatta ( con le attenzioni al rapporto tra farmaci, introito di proteine e pasti)
fanno bene ai pazienti parkinsoniani.
Se è seguita dal prof. Bonuccelli, è come si suol dire, in una botte di ferro!. Nel Centro da lui diretto sicuramente le saranno spiegate in dettaglio tutte le misure farmacologiche e no della cura. Auguri."
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23 - Il 12 luglio 2007 B.B. ha chiesto:
"Nel Maggio del 2006 mi è stato diagnosticato il M. di Parkinson.
Ho 42 anni. Assumo solo Rivotril (4 gocce al mattino + 9 gocce alla sera). La mia esistenza non è cambiata rispetto a prima, ho solo aumentato l'attivitàfisica (palestra 4 volte alla settimana) e dormo un pò meno. Esistono evidenze scientifiche che terapie specifiche (dopaminoagonisti, antimao) rallentino l'evoluzione della patologia? Grazie."
  "Salve. Mi pare che il suo disturbo fortunatamente sia ancora molto lieve.
Al momento vi è qualche impressione, ma non vi sono prove certe, che farmaci con azione neuroprotettiva funzionino nella malattia di Parkinson.
I farmaci che controllano la malattia e la contrastano in modo abbastanza efficace tendono a perdere in parte l'efficacia con il tempo, sopratutto dopo 6-7-anni.
Peraltro la ricerca sta lavorando alacremente e vi sono sempre nuove terapie in sperimentazione.
Vi sono poi utili terapie di supporto, soluzioni particolari quali la stimolazione profonda cerebrale che funziona in stadi avanzati e all'orizzonte terapie di trapianto neuronali. Cordialità."
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22 - Il 7 luglio 2007 I.R. ha chiesto:
"Gent. prof. Bassi, mio padre ha 67 anni, da alcuni anni ha una forma di dimagrimento non eccessiva ma non riesce a mettere peso, ha una perdita di 2-3 kg e a volte recupero di questi 2-3 kg.
Per un periodo ha avuto una specie di tremore a riposo con stato di ansia che è durato 4-5 mesi e che adesso non ha più. Per 2-3 mesi ha avuto stanchezza al bacino che adesso non ha più, invece gli è rimasto un indolenzimento dei muscoli degli arti inferiori, ha difficoltà nel movimento, disequilibrio nel camminare non grave ma costante, sguardo fisso delle volte distratto, non ha più i riflessi di un tempo, è visibilmente più lento .. molto più lento però quando vuole aumenta il passo e lo vedi attivo ma si sforza.
Alcuni parlano di depressione, ma lui dice di avere dolori ai muscoli delle gambe. La cosa strana è che prima ha questi sintomi e poi non li ha, non sono ben definiti, attualmente ha solo quest'indolenzimento alle gambe, gli è aumentata la salivazione.
Riguardo agli esami fatti: esami ematochimici negativi, holter pressorio e cardiaco negativi, ha un'insufficienza aortica, ecodoppler arti inferiori negativo, ha una brutta artrosi cervicale.
Le scrivo per avere un orientamento in merito alla strada da intraprendere riguardo agli esami clinici da fare o specialisti da consultare, e di che genere .. per di più secondo Lei di che natura può essere tale problematica. La ringrazio anticipatamente certa di una sua celere risposta."
  "Salve, da quanto mi scrive, i sintomi sono molto oscillanti e presenti da molto tempo.
La possibilità di una forma depressiva è piuttosto consistente , ma serve ricordare che anche alcune malattie organiche iniziano con sintomi vaghi, dolori ed aspetti depressivi.
Credo utile per prima cosa inviare suo padre ad una visita da un neurologo, meglio ancora se lavora in un ambulatorio specializzato in disturbi parkinsoniani. Cordiali saluti."
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21 - Il 6 luglio 2007 E.D. ha chiesto:
"Da qualche tempo avverto pesantezza alla mano sinistra e leggero tremore ai movimenti, che non sono coordinati con la mano destra. La deambulazione dell'arto sinistro è più strascinante. In generale tutti i movimenti sono più lenti. TAC al cervello negativa. Ci sono gli estremi per una valutazione specialistica su morbo di Paarkinson? Ho 55 anni. Grazie."
  "Salve, i sintomi che Lei descrive possono esser compatibili con una patologia extrapiramidale ovvero del movimento.
Questi disturbi vengono studiati e trattati dallo specialista neurologo e meglio ancora dallo specialista dell'ambulatorio neurologico specializzato in disturbi del movimento e m. di Parkinson. Cordiali saluti."